Carloforte: l’unico comune dell’Isola di San Pietro

by Francesca Cardia on

Carloforte con i suoi 6.400 abitanti è l’unico Comune dell’isola di San Pietro, un’isola di origine vulcanica. Grazie alla bellezza dei paesaggi, un mare splendido e la sua cultura, Carloforte è senza dubbio un’apprezzata meta turistica del sud Sardegna.

Ogni anno richiama tantissimi visitatori, specie tra la fine di maggio e i primi di giugno, quando festeggia il piatto principe della sua cucina, il tonno, che corre proprio in queste acque e viene abilmente catturato dai pescatori locali.

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Tonni nelle acque di Carloforte

Benché l’Isola fosse stata abitata e frequentata sin da epoca preistorica, la cittadina di Carloforte fu fondata, per volontà della monarchia sabauda, nel 1738 da un gruppo di pescatori Liguri originari di Pegli, provenienti da Tabarka, un isolotto al largo delle coste tunisine dove risiedeva una vera e propria colonia ligure che si occupava di raccogliere e commercializzare il corallo. Un altro gruppo di Tabarkini si fermò sull’Isola di Sant’Antioco, dove fondò Calasetta.
Ancora oggi, nonostante gli intensi contatti con i sardi durante quasi tre secoli, i Carlofortini mantengono intatta gelosamente sia la lingua sia le tradizioni liguri, specie quelle culinarie.

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La costa

L’Isola di San Pietro, situata proprio davanti alla costa sud occidentale della Sardegna, ha un territorio ondulato, caratterizzato da morbide colline, che raggiungono la quota massima di 211 metri, digradanti verso il mare vicino all’abitato di Carloforte.
La costa è molto frastagliata e, in vari punti, alta e scura e a picco sul mare azzurro e limpido. Le spiagge di fine sabbia chiara non mancano, ma sono tantissime le insenature rocciose da raggiungere preferibilmente in barca. L’entroterra dell’Isola di San Pietro è caratterizzato dalla tipica macchia mediterranea.

 

Carloforte si trova sulla costa est dell’Isola di San Pietro, che insieme all’Isola di Sant’Antioco costituisce l’arcipelago Sulcitano. Si trova a largo della costa della provincia Carbonia-Iglesias, nel sud ovest della Sardegna. La distanza, via Portoscuso, da Iglesias è di circa 33 km, da Carbonia circa 27 km. La distanza, via Calasetta, da Iglesias è di 55 km, da Carbonia è di 36 km.

Per raggiungere Carloforte il modo migliore è arrivare a Cagliari, in nave o aereo. Arrivando all’aeroporto di Cagliari, in auto basterà percorrere la SS 130 in direzione Iglesias per poi proseguire seguendo le indicazioni per Portoscuso-Portovesme (83,5 km) o Sant’Antioco-Calasetta (100 km circa) sino ai porti d’imbarco. Presso i porti di Portovesme e Calasetta è possibile imbarcarsi con auto al seguito sui traghetti che effettuano varie corse al giorno. La biglietteria si trova in loco.

Dal porto di Cagliari basterà uscire dalla città attraverso il Viale la Playa, subito a ovest del porto, e seguire le indicazioni Iglesias. Per il resto il percorso è lo stesso.

Chi vuole utilizzare i trasporti pubblici può contare su un servizio di autobus che prevede dei cambi. Esiste anche una soluzione di trasporto integrato autobus+treno. La partenza è da Cagliari, Piazza Matteotti, accanto al porto, dove si trovano le stazioni dei bus e dei treni. Dall’aeroporto di Cagliari Elmas si raggiunge con una navetta.

Le linee di interesse per arrivare o partire da Portovesme o Calasetta sono: Calasetta-Carbonia-Villamassargia-Cagliari (e ritorno), Calasetta-Iglesias-Cagliari (e ritorno), Portopaglietto-Iglesias-Cagliari (e ritorno).

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Scorcio di Carloforte

Arrivando con il traghetto si ammira una cittadina disposta ordinatamente davanti al mare. Il lungomare (Corso Battellieri) è davvero il salotto della cittadina dove passeggiare e rilassarsi in uno dei baretti o ristorantini. D’estate è molto animato. Davanti si trova il porto. Dal lungomare il corso Tagliafico porta alla parrocchia di San Bartolomeo. In via XX settembre, che parte sempre dal lungomare, si trova la Pro Loco dove prendere tutte le informazioni utili sull’Isola.
Se è vero che il centro di Carloforte si gira tranquillamente a piedi, per raggiungere le località balneari, l’oasi Lipu, le Tonnare e il Faro occorre un mezzo di trasporto.

La cittadina di Carloforte, così come fu progettata durante la sua fondazione, presenta uno schema urbanistico molto regolare. Un tempo era raccolta all’interno di bastioni. Ha un bel lungomare orlato da palme, ricco di bar, negozi e ristoranti e si affaccia sul porticciolo turistico, dove attraccano anche i traghetti che più volte al giorno fanno la spola tra Portovesme e Calasetta verso Carloforte.
Da qui partono tante stradine strette, tipici carrugi liguri, a loro volta intersecate da altre, così sino ad arrampicarsi su una modesta altura. La regolarità talvolta viene interrotta da qualche slargo o piazzetta, oppure da scalette suggestive e archi. Le case sono strette e alte due piani, principalmente di colori vivaci come il giallo, il rosa e il celeste, con balconcini in ferro battuto.
La maggior parte dei monumenti risale all’epoca della fondazione. Sul lungomare Battellieri si affacciano palazzi signorili settecenteschi e ottocenteschi e si può ammirare un monumento in onore di Carlo Emanuele III. Tra le chiese si ricorda quella dei Novelli Innocenti, in stile tardo-barocco, costruita su una chiesa del 1200, e la parrocchia dedicata a San Carlo Borromeo, in stile neoclassico.

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Chiesa dei Novelli Innocenti – Carloforte

Subito a nord di Carloforte è stato rinvenuto un insediamento di età punica, testimoniato dai resti di un edificio. Vicino sono stati trovati ruderi di una cinta fortificata e parte della necropoli punica si può vedere tra il viale Salvo D’Acquisto e la salita Giorgio Rombi.
Eccetto l’abitato di Carloforte, per il resto l’Isola è poco edificata, per lo più si trovano seconde case; sulla  punta, a nord est, è situata la vecchia tonnara e, a ovest, su Capo Sandalo, il faro (il più occidentale d’Italia). I paesaggi naturali, costieri e non, che circondano Carloforte sono il fiore all’occhiello dell’Isola. Sulle coste frastagliate si alternano spiagge sabbiose, come La Bobba, Giunco, Punta Nera e Spalmatore, nella zona sud est, dove si trova anche un’ampia zona umida che confina con l’abitato di Carloforte (qui si trova una colonia di fenicotteri), a fiordi rocciosi incantevoli, come Cala Fico, Cala Vinagra, Geniò, Lucaise, sulla ripida e selvaggia costa ovest, ricca anche di grotte marine.
A qualche metro dalla falesia costiera, a sud, si ergono dalle acque due faraglioni di trachite di circa 16 metri chiamati le Colonne, sono oggi tutelati in quanto riconosciuti monumento naturalistico.
Le coste si ammirano molto bene con un giro in barca. I bei fondali, ricchi di pesci, meritano di essere esplorati con delle piacevoli immersioni. Anche la vela è praticabile nelle acque di Carloforte; tipica è la tradizione della vela latina che si esibisce prevalentemente in regate.
Tra Cala Rossa e Cala Vinagra si estende un’oasi protetta LIPU, che ha come fulcro Cala Fico. È stata istituita nel 1991 per tutelare il Falco Eleonorae, che migra sin qui dal Madagascar per nidificare.
All’estremità nord est, davanti all’ isolotto dei Ratti e all’Isola Piana, in località La Punta, si trova l’antica tonnara dove veniva lavorato il pescato del sud-ovest della Sardegna. Il tonno a Carloforte si continua a pescare e la maggior parte del pregiato pesce viene acquistato dai Giapponesi.
Presso il Museo Civico, ospitato nel piccolo forte di Carlo Emanuele III, è possibile ammirare gli antichi strumenti per la pesca e lavorazione del tonno (per arrivare seguire cartelli lungo via Genova a partire dal centro).
È possibile effettuare il giro dell’isola con imbarcazioni che offrono il servizio o noleggiando una barca.

A fine aprile primi di maggio si svolge la Sagra del Cuscus Tabarkino, piatto tunisino rivisitato dai liguri.
A fine maggio o primi di giugno si svolge il Girotonno con vari stand dove gustare piatti a base di tonno.
Il 29 Giugno si svolge la festa patronale in onore di San Pietro con una processione di barche a mare, festa popolare e fuochi d’artificio.
Da luglio a settembre si svolge l’estate Carlofortina, con tantissimi eventi.

Uno dei motivi per visitare il territorio di Carloforte è proprio la sua cucina, a dire il vero non troppo economica. I ristoranti sono tanti e propongono con orgoglio il principe della gastronomia, il tonno, preparato in tanti modi. Si va dal tonno a carpaccio a quello affumicato, dal tonno alla griglia a quello sott’olio, sino ai sughi a base di tonno per condire i primi piatti, come il “pesto alla carlofortina”.

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Pasta alla carlofortina

Del tonno non si tralascia niente: molto gustosa è la prelibata bottarga, ricavata dall’essicazione delle uova del tonno, precedentemente salate. Viene proposta affettata sott’olio da mangiare con del pane o grattugiata sulla pasta.
Un‘altra bontà, di origine araba, è il cascà (cuscus). Invec di tradizione ligure sono, oltre al sugo al pesto, le focacce salate e la fainè, fatta con la farina di ceci. L’influenza del sud Sardegna si riscontra in piatti come la pasta con le fave e in alcune paste fresche come i cassoli, gnocchetti molto simili ai malloreddus, e i raiêu, i ravioli.
Tra i pani, vi sono le antiche gallette tonde di Carloforte.

Written by: Francesca Cardia

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