Dorgali: il capoluogo del turismo barbaricino

by Francesca Cardia on

Dorgali viene considerato il capoluogo dell’artigianato e del turismo della Barbagia.

E’ un’ampia cittadina visibile da tutte le cime della zona e sorge su un territorio abitato fin dalla preistoria, ricchissimo di resti archeologici. Per la sua posizione isolata, chiusa dai monti e dal mare, la sua vita è sempre stata legata al porticciolo di Cala Gonone, oggi un importante centro turistico. I suoi paesaggi spaziano dalle montagne del Supramonte alle spiagge incantevoli del Golfo di Orosei.

spiaggia-con-rocce-cala-mariolu-golfo-di-orosei

Spiaggia di Cala Mariolu – Golfo di Orosei

Dove nella provincia

Si trova nel Supramonte, nella parte centrale della provincia, alla stessa latitudine di Nuoro, ma vicino alla costa.

Come arrivare

In auto da Olbia si prende la SS131DCN e si svolta poi al bivio per Lula dalla parte opposta, sulla SP38, che porta fino al paese.

E’ possibile raggiungere Dorgali anche con i treni delle Ferrovie della Sardegna, mentre all’interno della provincia ci si sposta agevolemente con gli autobus ARST.

Come muoversi

Il paese è visitabile a piedi.

Da vedere e da fare

lavorazione-ceramica

Lavorazione ceramica

La strada principale è via Lamarmora, dove si affacciano numerose botteghe artigianali in cui è possibile trovare i gioielli in filigrana, la ceramica locale, i tappeti, le lavorazioni in pelle, gli scialli ricamati.

Qui si trova anche il Museo Archeologico che conserva le numerose testimonianze del passato.

La via Lamarmora termina in un quadrivio dal quale si diramano la Via del Mare a sinistra e il Corso Umberto a destra, dove si svolgono le tradizionali corse di cavalli del Ferragosto.

In una traversa a destra del corso, via Vittorio Emanuele, si trova la Chiesa Parrocchiale di Santa Caterina, dove è presente un bellissimo altare ligneo del XIII sec.

Fuori dal centro abitato, andando verso il colle dove sorge la chiesa del Monte Carmelo, si trovano alcune domus de janas: le tipiche tombe prenuragiche scavate nella roccia, che si credeva fossero abitate dalle fate.

A dieci chilometri dal paese si trova invece l’altro volto della preistoria sarda: il villaggio nuragico di S’erra e Orrios, formato da settanta capanne e tempietti a megaron che ne testimoniano l’importanza religiosa.

Chi ama le grotte non può perdersi la grotta Ispinigoli, andando in direzione Orosei, con le sue cascate di stalagmiti e stalattiti dalle forme bizzarre.

D’obbligo anche l’itinerario sul Supramonte e in particolare la visita di Su Gorroppu: una cavità naturale con pareti alte 400m.

Per fare invece un viaggio nelle tradizioni millenarie del posto bisogna visitare il museo etnografico-naturalistico “S’abba frisca”, che si trova in località Cartoe a Cala Gonone.

La massima attrazione della zona sono però le spiagge spettacolari, con un mare azzurrissimo che contrasta con il paesaggio montuoso alle spalle. Il Golfo di Orosei appare diviso in due parti diverse tra loro: nella parte settentrionale si trovano spiagge sabbiose con pineta retrodunale; nella parte meridionale i bastioni rocciosi cadono a picco sul mare con un paesaggio mozzafiato.

vista-cala-goloritze-2

Vista panormaica Golfo di Orosei

A ridosso del porticciolo si trova la Spiaggia Centrale, adatta alle famiglie con bambini per il mare calmo e gli alberi ombrosi alle spalle; proseguendo si incontrano le spiaggette libere di Palmasera, accessibili dalla strada, e le spiagge di Sos Dorroles e S’Abba Meica, preferite dai giovani che possono noleggiare pedalò, canoe e moto d’acqua. Spingendosi verso sud, dopo la spiaggia di Ziu Martine, si incontrano le calette più impervie, dove si praticano il free- climbing, il kayak e il canotaggio.

Nel territorio di Dorgali si possono praticare nuomerosi sport per gran parte dell’anno, grazie al clima mite e alla varietà di ambienti: dagli sport tradizionali quali bocce, tennis, calcetto, al trekking, il deltaplano, il free climbing, il parapendio, il kaiak, l’equitazione e perfino il bungeee jumping. E’ possibile anche ammirare i fondali del golfo con le immersioni subacquee o scoprire le spettacolari grotte della zona con le escursioni speleologiche.

Dal porticciolo di Cala Gonone è possibile accedere via mare alle Grotte del Bue Marino, così chiamate per gli avvistamenti della Foca Monaca: l’escursione dura circa trenta minuti e permette di ammirare le falesie e le bellezze della zona.

grotta-del-bue-marino

Escursione alla Grotta del Bue Marino

Altra bellissima escursione è quella a Tiscali, un villaggio nuragico nascosto dentro una grotta. Superato il tunnel che attraversa la montagna, si va in direzione Baunei e si prende la prima deviazione a destra per la valle di Oddoene; attraversato il ponticello di S’abba Arva inizia il percorso vero e proprio, che porta ad attraversare freschi boschi di querce fino a giungere in circa due ore alla sommità della montagna dove lo spettacolo è davvero unico.

Le escursioni a piedi sono tante e di vari livelli di difficoltà: dal “selvaggio blu” che dura una settimana, alla piacevole passeggiata lungo la costa fino a Cala Luna.

Cosa mangiare

pistoccus-typical-sardinian-dessert

Pistoccus

Importante la produzione di vini della cantina sociale (Cannonau, rosato Filieri, grappe), conosciuti per la loro bontà già dai romani, che chiamavano la zona “vinicola”; buonissimi anche i formaggi del caseificio e i dolci delle numerose pasticcerie, come “su pistoccu de ou”, morbido savoiardo che non manca mai nelle case dei dorgalesi. Si possono gustare a Dorgali tutti piatti tipici della cucina barbaricina: pane frattau, porcetto, capra, pecora e i gustosissimi ravioli della zona “anzoleddos”. Di antica tradizione pastorale “sa cordedda”, intestini di agnello intrecciati e arrostiti e “su tattaliu”, pezzi di cuore, fegato, polmone e lardo avvolti con le interiora.

Eventi

A gennaio si svolge l’antico rito del fuoco dedicato a Sant’Antonio: un grande fuoco purificatore viene acceso nelle vie del paese e le cantine si aprono per assaggiare il vino novello da gustare con il dolce tipico della festa: “su pistiddu”.

Nel mese di giugno si svolge la gustosa sagra del pesce, che permette di assaporare i piatti tipici del Golfo di Orosei.

Altro momento importante è il Ferragosto, quando si organizzano le caratteristiche corse di cavalli lungo il Corso Umberto.

Caratteristici della zona sono anche i canti polivocali “a tenores”, che sono stati dichiarati Patrimonio Orale Immateriale dell’Umanità: un’occasione per ascoltarli è la festa di San Cornelio e Cipriano, la prima settimana di settembre, o la manifestazione “Cortes Apertas” a Ottobre.

Da non perdere

Villaggio nuragico S’erra e’Orrios

ancient-megalithic-serra-orrios-nuragic-village-in-sardinia

Villaggio Nuragico di S’erra e’ Orrios

Il villaggio è uno dei più grandi e meglio conservati della Sardegna con quasi un centinaio di capanne circolari, semplici o articolate in più ambienti: erano realizzate con zoccolo in pietra e copertura a tetto conico, con il focolare al centro.

Le case appaiono organizzate in isolati divisi da stradine e piazze, alcuni pozzi pubblici fornivano l’acqua agli abitanti.

Sono presenti anche due aree sacre con templi a megaron di probabile ispirazione micenea: sono a pianta rettangolare con un anticella e una cella interna longitudinale. Entrambi sono separati dall’abitato da un recinto, che segnava l’ingresso all’area religiosa ed erano probabilmente dedicati al culto delle acque.

Dai ritrovamenti effettuati nel villaggio sembra che il centro fosse molto attivo economicamente, sopratutto per le lavorazioni artigianali: la filatura e la tessitura, la lavorazione dei metalli, la ceramica. Naturalmente molto importanti erano anche l’agricoltura e la pastorizia.

Il centro risale al periodo del Bronzo Recente o Bronzo Medio e per la complessità dell’articolazione viene considerato protourbano.

Nelle vicinanze si trovano anche numerosi nuraghi messi a difesa del territorio.

L’ingresso è a pagamento e gestito da una cooperativa.

Si trova a 10 km da Dorgali sulla strada per Orosei ed è raggiungibile a piedi dalla strada principale.

Grotta del Bue Marino

grotta-bue-marino

Grotta del Bue Marino

Le grotte prendono il nome dalla presenza della Foca Monaca, un raro mammifero che fino agli anni ’80 è stato avvistato in questa zona.

L’ingresso è imponente e avviene attraverso un pontile in legno: da qui la grotta si dirama in due tronconi.

La parte a Nord è ormai fossile perchè si è da tempo interrotta l’attività carsica, la parte Sud invece è ancora attraversata da un fiume sotterraneo ed è in piena attività.

Sulle pareti sono presenti alcuni graffiti del Neolitco che attestano un’antica frequentazione e rappresentano una serie di figure umane che danzano attorno a dei dischi solari.

Le stalagmiti e stalattiti hanno diverse tonalità, accentuate dalla presenza del lago salato che si stende ai loro piedi, tra i più ampi al mondo.

Interessante anche la presenza di numerosi fossili che si possono ammirare lungo il percorso turistico che termina sulla spiaggia delle foche, dove questi simpatici animali mettevano al mondo i loro cuccioli.

Qui le acque dolci si mescolano alle acque del mare.

La parte Nord della grotta è visitabile solo con autorizzazione e conserva al suo interno un delizioso laghetto salato e le splendide concrezioni della “sala dei candelabri”.

Le grotte sono raggiungibili dal porto di Cala Gonone con un’escursione che dura trenta minuti e permette di ammirare le falesie del golfo.

 

Written by: Francesca Cardia

Lascia un commento