Enogastronomia nella Sardegna settentrionale

by Katia Ruggeri on

Il nostro ipotetico itinerario di enogastronomia del nord Sardegna, con un articolato percorso da ovest verso est, parte dal suggestivo borgo di Bosa (Planargia). Questa località è nota soprattutto per l’eccellente Malvasia, un vino bianco D.O.C. di colore dorato o ambrato, particolarmente adatto per accompagnare i dolci. Molto apprezzate le specialità di mare: pesci, molluschi e crostacei.

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Piatto di ricci crudi

In 25 minuti d’auto, passando per la litoranea, arriviamo ad Alghero (Nurra). Anche qui prevalgono le specialità di mare, in particolare i piatti a base di aragosta (preparata secondo la tradizione catalana è deliziosa) e i ricci. Anche i pesci sono pescati tutti i giorni e venduti freschissimi, al porto, al banco o in ristorante: segnaliamo il gattuccio e il polpo all’agliara (cioè “all’agliata”) e la “cassola” (una gustosissima zuppa di pesci). In questo territorio sono numerose le aziende che vinificano, tra le quali la Sella & Mosca e la Cantina Sociale Santa Maria La Palma. Il vino tipico della Nurra è il Torbato, un bianco che la Sella & Mosca propone anche nella versione spumante brut. A fine pasto o quale accompagnamento di dolci secchi (per esempio quelli a base di mandorle oppure i locali “ous de buciacca”) suggeriamo l’Anghelu Ruju, un Cannonau liquoroso da meditazione che prende il nome dall’omonima necropoli alle porte di Alghero. Il sapore e le caratteristiche organolettiche di questo vino rosso D.O.C. lo accostano al Porto.
Tra i formaggi segnaliamo il tipo Bonassai (prende il nome dalla località della tra Sassari e Alghero ed è simile alla caciotta) oppure il Dolce Sardo, magari accompagnato da “las cocas”, un pane lungo e morbido particolarmente saporito, o dal rinomato pane “carasau”.

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Varietà di Formaggi e pane Carasau

Da Alghero ci spostiamo a Sassari, storico capoluogo di provincia. In questo territorio è molto diffuso il Cagnulari, un vitigno rosso dal quale si produce un vino commercializzato con il nome di Alghero D.O.C.: è abbastanza corposo, adatto alle carni rosse. Sono quattro i piatti tipici di questa città: la favata (fave, lardo, carne di maiale e verdure), “giogga minudda” (piccole lumache di colore chiaro), “monzette” (lumache più grandi e di colore marrone, da preparare alla griglia oppure in padella) e lo “zimìno” (interiora di vitello arrosto). Molto saporita anche la “trippa” (stomaco di bovino con salsa di pomodoro e formaggio grattugiato).

A una quindicina di chilometri da Sassari raggiungiamo il paese di Osilo, famoso per il suo Pecorino. Si tratta di un formaggio di latte ovino prodotto anche in altre località del Sassarese e della Nurra, dal sapore piccante: è buono sia per il consumo diretto, sia grattugiato sui primi piatti.

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Vino locale

Se passiamo sulla S.S. 127, in venti minuti siamo a Martis (Anglona), dove suggeriamo di provare i “malloreddus a mazza frissa”: si tratta di gnocchetti di semola di grano duro, in genere preparati a mano. Da Martis, proseguendo sulla stessa strada, attraversiamo Laerru e poi svoltiamo per la S.S. 134, che ci porta a Castelsardo. Questa località è apprezzata per l’ottimo pesce del Golfo dell’Asinara, in particolare l’ottima “zuppa alla castellanese”, una specialità da servire fumante accompagnata da fette di pane abbrustolito.

Lasciamo Castelsardo e penetriamo nella confinante Gallura, regno incontrastato del Vermentino. Si vinifica con due denominazioni differenti: il Vermentino di Gallura è l’unico vino sardo in possesso dell’ambìto marchio D.O.C.G., ma è molto apprezzato anche il Vermentino di Sardegna D.O.C. Ottimi i vini prodotti dalle cantine galluresi: Cantina del Vermentino e Pedra Majore (Monti), Cantina Sociale Gallura (Tempio Pausania), Capichera (Arzachena), Cantina Sociale Giogantinu (Berchidda) e Cantina delle Vigne di Piero Mancini (Olbia). Quest’ultima produce pure un eccellente spumante chardonnay. Non mancano i dolci tradizionali locali: “aranzàda” (a base di scorze di bucce d’arance, mandorle e miele), “frisgioli longhi” (frittelle) e “tiliccas” fanno buona compagnia alle “seàdas” ricoperte di miele e alle “casadinas”. Questo territorio ha una grande varietà di piatti, sia di mare che di terra. La “suppa cuata”, cioè la zuppa gallurese, è un gustoso piatto “povero” a base di fette di pane, formaggio, erbe aromatiche e brodo di pecora.

Written by: Katia Ruggeri

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