L’ arte in Ogliastra e nelle Baronie

by Francesca Cardia on

L’Ogliastra è percorribile in buona parte grazie alla S.S. 125, meglio conosciuta come Orientale per la sua collocazione geografica nell’Isola. Giunti al bivio per Jerzu, percorriamo la strada provinciale e ci rechiamo a Ulassai.

L’abilità e l’ingegno di Maria Lai, una delle più note artiste sarde, hanno trasformato il vecchio lavatoio di questo paese in una sorta di monumento alle donne, che in quel punto (come d’altronde accadeva in molte altre località della Sardegna, sino a non molti decenni fa) si ritrovavano per lavare indumenti e biancheria e discorrere tra di loro.

Lasciamo Ulassai e, passando per Osini, raggiungiamo la S.S. 198. La percorriamo in direzione nord, svoltiamo al bivio per Villagrande Strisaili, attraversiamo anche questo paese e raggiungiamo Talana. Nel suo centro storico possiamo ammirare numerosi esempi di case costruite con il granito, una delle rocce più diffuse in Sardegna: architettura semplice ma efficace, che ci riporta indietro nei tempi.

Lasciamo l’Ogliastra e, passando per la S.S. 125, superiamo la lingua del Nuorese che si spinge in mare. Arriviamo a Orosei. Questa località propone alcune chiese, tra le quali segnaliamo quelle di Sant’Antonio abate (ha una bella corte, le “cumbessias” per accogliere i pellegrini e un loggiato) e di Nostra Signora del Rimedio (anch’essa dotata di “cumbessias”). Girando per il paese, arriviamo alla torre pisana. Nei pressi troviamo le prigioni utilizzate nel Medioevo e alcune case appartenute a famiglie facoltose del XIX secolo. Infine, al Museo Guiso è possibile ammirare un’esposizione permanente di teatrini e diorami d’epoca.

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Chiesa Sant’Antonio Abate – Orosei

Pochi chilometri separano Orosei da Onifai, paese delle Baronìe dove troviamo una chiesa dallo stile piuttosto originale, quella di San Giorgio, adiacente al piccolo cimitero: la facciata mette in bella mostra le pietre con cui è stato costruito l’edificio. Oggi la chiesa di San Giorgio ha perso l’importanza di un tempo: è frequentata soprattutto dai turisti e da coloro che si recano nel camposanto.

A cinque minuti d’auto c’è Irgoli, paese noto per i murales dipinti sulle pareti esterne delle abitazioni: i disegni a tema abbelliscono le strade principali.

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Murales – Irgoli

Usciamo da Irgoli e percorriamo a ritroso la strada che conduce a Onifai, quindi ci immettiamo nella S.S. 129 e in pochi minuti arriviamo a Galtellì. Qui troviamo il Parco Letterario Deleddiano, un percorso dedicato alla scrittrice nuorese Grazia Deledda (1871-1936), Premio Nobel per la Letteratura nel 1926: il paese di Galtellì fece da sfondo al suo celebre romanzo “Canne al vento”. Imperdibile anche la casa-museo “Sa Domo ‘e sos Marras”, una villa padronale del Settecento: all’interno un antico portale, il loggiato, la corte, la cantina, un pozzo, le stalle, attrezzi e utensili usati nei secoli scorsi, tra cui un carro di legno e il telaio con cui si producevano tappeti e coperte. Buona parte degli oggetti e degli arredi che impreziosiscono questo museo etnografico sono stati donati dalle famiglie di Galtellì. In questo paese ci soffermiamo anche all’ex cattedrale di San Pietro (XII secolo): un bell’esempio di stile romanico, dove troviamo alcuni antichi affreschi che impreziosiscono i suoi interni). La parrocchiale del Santissimo Crocefisso, invece, custodisce un crocefisso ligneo del XV secolo e tre campane datate 1450, 1592 e 1616.

Written by: Francesca Cardia

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