La Provincia di Olbia Tempio

by Alessandro Alfonso on

La provincia di Olbia Tempio è situata nell’angolo nord-orientale della Sardegna. Confina a nord con il Mare di Sardegna, a est con il Mar Tirreno, a sud con la Provincia di Nuoro e a ovest con la provincia di Sassari.

Si estende per quasi 3.400 chilometri quadrati con una popolazione di più di 154.000 abitanti, e comprende complessivamente 26 comuni.

Le sub-regioni

Il territorio provinciale comprende la regione storica della Gallura (fatta eccezione per i due comuni di Viddalba ed Erula, rimasti in Provincia di Sassari, e inclusa la Costa Smeralda), l’Arcipelago della Maddalena, la parte settentrionale del Monteacuto, una piccola parte delle Baronie e il versante orientale del Lago Coghinas.

Il paesaggio

A saltare subito all’occhio è l’aspro paesaggio granitico della Gallura, fatto di rocce dalle varie forme, vere e proprie sculture di pietra modellate nei secoli dai venti, che circondano e racchiudono la regione. I rilievi che caratterizzano il territorio della Gallura, pur non essendo particolarmente alti – il monte Limbara, a sud, raggiunge i 1.350 metri sopra il livello del mare – insieme al fiume Coghinas a ovest, hanno costituito nei secoli una barriera fra questa regione e i territori vicini, contribuendo ad aumentarne la condizione di isolamento.

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Vista panoramica dalla famosa roccia di Capo d’ Orso

Fino agli anni ’60 questa parte della Sardegna era ancora selvaggia, senza neanche una strada asfaltata. La Gallura si distingue infatti decisamente dal resto dell’isola, con caratteristiche e peculiarità sue proprie. Una di queste tra le più evidenti è la lingua; il dialetto più diffuso è infatti il gallurese, un dialetto essenzialmente corso, vicino a quello parlato nella parte meridionale della Corsica.

Molti identificano questa parte della Sardegna esclusivamente con la Costa Smeralda, meta turistica di vip e facoltosi provenienti da tutto il mondo.

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Vista panoramica della Baia di Cala di Volpe – Costa Smeralda (Olbia Tempio)

Ma la provincia di Olbia Tempio non è solo questo.

C’è appunto la Gallura dell’interno, in cui si conserva la parte più autentica del territorio della provincia e che, legata fortemente al passato e alle tradizioni, mantiene ancora intatta la sua vocazione agropastorale.

L’interno, fatto di verdi colline, è ancora poco densamente abitato, e vi si riconosce qua e là l’antica organizzazione in stazzi. Notevole il patrimonio boschivo, fatto di lecci, querce secolari, mirto, ginepro, lentischio, corbezzolo e altri arbusti.

I rilievi granitici, particolarmente imponenti nel versante sud del monte Limbara, sono un vero e proprio paradiso per gli escursionisti più audaci. Su queste rocce, regno del muflone e dell’aquila reale, vivono numerose rare specie vegetali e animali.

C’è poi la Gallura delle coste del nord, fatta di bellissime spiagge selvagge e battute dai venti, paradiso per gli amanti del windsurf e del kitesurf.

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Spiaggia del Principe – Arzachena (Olbia Tempio)

E c’è anche la Costa Smeralda, un mondo a parte, fortemente vocato al turismo che, sebbene faccia molto parlare di sé, è solamente un mondo ristretto, fatto di lusso, moda e porticcioli turistici affollati da sfarzosi yacht.

Al di là dell’aspetto mondano, la Costa Smeralda è comunque un tratto di costa spettacolare, fatto di spiagge bianchissime e calette isolate, con speroni granitici protesi su un mare verde smeraldo.

A nord-est, dove la costa si fa particolarmente frastagliata, con un susseguirsi di piccoli fiordi, scogli e isolette, si estende l’arcipelago della Maddalena, punto di raccordo con la vicina Corsica.

Archeologia e cultura

Disseminati su tutto il territorio si trovano diversi siti archeologici che risalgono alla preistoria.

Lungo la strada Arzachena-Luogosanto, ad esempio, si trovano la tomba dei giganti di Li Longhi e la necropoli di Li Muri; lungo la via Olbia-Arzachena è possibile invece vedere il tempietto nuragico di Malchittu e il nuraghe Albucciu.

La Gallura offre anche un ampio patrimonio artistico, oltre a ricchi giacimenti minerari di rame, ferro e piombo.

 

Written by: Alessandro Alfonso

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