I riti della Settimana Santa nel capoluogo sardo

by Francesca Cardia on

Vivere i riti della Settimana Santa (Sa Chida Santa) in Sardegna è un’occasione unica per scoprire una Sardegna insolita, lontana dai consueti circuiti turistici.

Antiche usanze locali si fondono a secolari tradizioni di origine spagnola, attraverso le quali si rivivono gli ultimi giorni della vita di Cristo, la sua Passione, la sua morte e Risurrezione. Particolare risalto viene dato alla processione dei Misteri, nella quale viene portata la statua di Cristo e i simboli della sua sofferenza (la corona di spine, il flagello, le scale e la croce), e ai riti de “Su Scravamentu” (della deposizione della croce) e de “S’Incontru” (ovvero l’ incontro tra la statua di Gesù e quella della Madonna).

Lo svolgimento delle rappresentazioni sacre durante la Settimana Santa, viene curato dalle Confraternite che sfilano nei loro suggestivi costumi, intonando canti religiosi di origine medioevale in latino e sardo.

Settimana Santa - Processione dei Misteri - Cagliari

Settimana Santa – Processione dei Misteri – Cagliari (Foto* by Giova81)

Le celebrazioni della Settimana Santa a Cagliari sono curate dalle tre antiche Arciconfraternite e si svolgono lungo le vie del centro storico. Il venerdì che precede la Domenica delle Palme si comincia con la Processione dei Santi Misteri (Is Misterius): si parte da Piazza San Giacomo, dove si trova l’Oratorio del SS. Crocifisso con le sue 7 statue rappresentanti i momenti della Passione. I sette simulacri vengono trasportati in sette chiese di Cagliari che stanno a simboleggiare le sette stazioni della Via Crucis.

La domenica prima di Pasqua è la domenica delle Palme nella quale si ricorda l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, accolto dalla folla che lo acclama come un re, agitando ramoscelli di palme e di ulivo. Ancora oggi in questo giorno vengono benedetti ramoscelli di ulivo e di palma in simbolo di pace.

Il Martedì Santo ha luogo la processione dei Misteri del quartiere di Stampace.

Il Mercoledì Santo la statua del Cristo viene lavata e profumata dalle consorelle del Santissimo Crocifisso in preparazione al rito de S’Incravamentu (la crocifissione) che avviene il giorno seguente.

Il Giovedì Santo è dedicato a S’Incravamentu, seguito da una processione molto sentita, in cui la statua del protettore della città, Sant’Efisio, viene vestita a lutto e portato nelle sette chiese.

Il giorno maggiormente sentito dai fedeli rimane il Venerdì Santo, il giorno della Passione, giornata dedicata al digiuno e all’astinenza in cui si svolge la processione di S’Interru (corteo funebre) del Cristo morto che seguito dall’Addolorata e accompagnato dai canti religiosi, viene portato dalla chiesa di San Giovanni fino alla Cattedrale di Santa Maria.

Il Sabato Santo si svolgono i riti de Su Scravamentu, il Cristo morto viene adagiato su una lettiga rivestita di veli e pizzi e viene acceso il Cero Pasquale, dando inizio alla veglia Pasquale.

La Domenica di Pasqua è il giorno della Resurrezione di Cristo che culmina con la processione de S’Incontru, dove le statue del Cristo e della Madonna s’incontrano dopo la messa, dando inizio ai festeggiamenti pasquali. La cerimonia parte da Piazza San Giacomo fino ad arrivare in via Garibaldi dove i due simulacri si salutano con un triplice inchino e si avviano entrambi verso la Chiesa di San Giacomo.

In chiusura delle cerimonie quaresimali, si svolge a Cagliari il lunedì di Pasqua una processione votiva dedicata a Sant’Efisio.

Il termine ufficiale degli impegni quaresimali delle varie Confraternite si ha dopo l’ottava di Pasqua con il Riposizionamento dei Simulacri nelle rispettettive cappelle.

 

*Foto Di Giova81 (Opera propria) [GFDL (http://www.gnu.org/copyleft/fdl.html) o CC-BY-SA-3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/)], attraverso Wikimedia Commons

Written by: Francesca Cardia

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