Appuntamenti etnici nell’Arborea e nel Sinis, Sartiglia ed altro

  La Sartiglia di Oristano è uno degli eventi folkloristici più importanti e attesi della Sardegna. Decine di migliaia di visitatori, ogni anno, la domenica di Carnevale si ritrovano nel capoluogo per assistere alla festa importata intorno al 1200 dagli Aragonesi. Un’esibizione cavalleresca che un tempo era esclusivo appannaggio dei rappresentanti delle famiglie più importanti […]
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La Sartiglia di Oristano è uno degli eventi folkloristici più importanti e attesi della Sardegna. Decine di migliaia di visitatori, ogni anno, la domenica di Carnevale si ritrovano nel capoluogo per assistere alla festa importata intorno al 1200 dagli Aragonesi. Un’esibizione cavalleresca che un tempo era esclusivo appannaggio dei rappresentanti delle famiglie più importanti di Oristano e che, col passare dei secoli, è diventata festa popolare nel suo significato più nobile. La Sartiglia si divide in due appuntamenti (domenica e Martedì Grasso) per evidenziare le differenti organizzazioni dei Gremi dei contadini e dei falegnami.

È fondamentale assistere alla vestizione del “Componidori” (il capo-corsa) secondo l’antico rito “de Su Connottu”: cilindro in testa, una maschera nel volto e abiti ricchi di pizzi e merletti. È più facile trovare posto per la vestizione del Martedì Grasso. Con i cavalli al galoppo, Su Componidori e i cavalieri tentano di centrare la stella appesa ad una corda di fronte alle tribune principali. Alla fine ci si sposta in un’altra strada del centro, dove si tiene la spettacolare corsa delle pariglie di cavalli. La manifestazione è arricchita dalle sfilate di donne e uomini in costumi medievali e tradizionali.

Tra fine luglio e inizio agosto, nello stagno di Santa Giusta, si organizza la tradizionale regata dei “fassonis”. I “fassonis” sono le barche costruite con intrecci di giunchi di palude e impiegate dai pescatori della regione di Arborea e da quelli di Cabras (penisola del Sinis). Sono particolarmente adatte per navigare nelle acque basse e ricche di piante acquatiche.

A Cabras, il primo fine settimana di settembre, è in programma la Corsa degli Scalzi. Da secoli i fedeli di San Salvatore, vestiti di un saio bianco, portano a spalle e di corsa il simulacro del Santo, sulle spalle, a piedi nudi. Partono dal villaggio di San Salvatore e giungono a Cabras. Il giorno dopo viene effettuato il percorso inverso. Secondo una leggenda, in seguito all’ennesima invasione barbaresca, nel XVI secolo la popolazione locale avrebbe caricato in spalla la statua e l’avrebbe portata al sicuro a Cabras.

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