Le miniere e gli altri gioielli del Sulcis-Iglesiente

Un itinerario attraverso le meraviglie del Sulcis-Iglesiente dal sito minerario di Ingurtosu alla miniera di Montevecchio, dalla splendida spiaggia di Piscinas e quella della Marina di Arbus.
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Questo itinerario nel Sulcis-Iglesiente ha come punto di partenza Iglesias. Dopo una visita al suo centro storico, che si mostra particolarmente vitale durante alcuni appuntamenti tradizionali (per esempio, i riti della Settimana Santa e della Vergine delle Grazie), percorriamo 16 chilometri e raggiungiamo il Tempio di Antas, nel territorio di Fluminimaggiore: si tratta di un tempio romano del III secolo d.C., immerso nel verde dei boschi che proteggono dalla calura i visitatori che si recano alle vicine grotte di Su Mannau, alla sorgente di Gutturu Pala e alle cascate di Muru Mannu. Fluminimaggiore (distante appena 9 chilometri) propone l’interessante

museo etnografico Licheri, ricavato in un mulino ad acqua del ‘700. Da questo paese ci spostiamo in direzione nord-est e, dopo 27 chilometri di strada provinciale tra le montagne, arriviamo ad Arbus, un paese che a lungo ha fondato la sua economia sull’estrazione mineraria, innanzi tutto nel sito di Ingurtosu. Ad Arbus suggeriamo una visita al Museo del coltello sardo, il quale custodisce numerosi pezzi che mostrano la bravura degli artigiani locali e di altri centri della Sardegna.

Ad appena 9 chilometri di distanza, lungo la strada che conduce a Guspini, troviamo la miniera di Montevecchio: fu la prima ad ottenere la concessione per l’attività estrattiva, nel 1848. Non solo archeologia industriale, naturalmente: dai monti scendiamo verso il mare, attraversando fitti boschi di querce ed essenze che meritano una sosta. Ad una quindicina di chilometri troviamo una biforcazione: una strada sterrata conduce alla bellissima spiaggia di Piscinas, dove sono presenti altissime dune di sabbia dorata, mentre l’altra ci porta alla Marina di Arbus. Le due località sono collegate anche dalla strada litoranea che si affaccia sulla Costa Verde. Per chi volesse spingersi verso l’Oristanese, ricordiamo che a 20 chilometri c’è la località nota con il nome di Torre dei Corsari. Cinque chilometri più a nord giungiamo a Capo Frasca, dal quale dominiamo il Golfo di Oristano. Da qui è facile penetrare nella regione dell’Arborea e nella Penisola del Sinis, dove è molto apprezzata la cucina con i caratteristici piatti di mare.

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